Agevolazioni per la Casa: I Requisiti e le Nuove Misure di Sconto
In Italia, le agevolazioni fiscali riguardanti la prima casa presentano specifici requisiti per poter essere attuate, specialmente per i cittadini che hanno trasferito la loro residenza all’estero. Recenti modifiche legislative mirano a chiarire tali condizioni e a dare risposte alle preoccupazioni nazionali ed europee.
Solo per una casa
Le agevolazioni in discussione sono concesse esclusivamente per un’unica unità immobiliare ad uso abitativo, che deve essere di proprietà e non locata né concessa in comodato. È fondamentale che l’immobile si trovi nel comune di ultima residenza del proprietario prima del trasferimento all’estero, e che questo centro abitato non superi una popolazione complessiva di 5.000 abitanti.
Cinque anni di residenza prima del trasferimento
Un’altra condizione importante per beneficiare di queste agevolazioni è legata al periodo di residenza in Italia. Il proprietario deve aver risieduto nel paese per almeno cinque anni prima di trasferirsi all’estero, una misura che sottolinea l’importanza di un legame duraturo con il territorio.
Sconto anche sulla Tari
Oltre alle agevolazioni sulla tassa municipale sugli immobili (IMU), ci saranno sconti anche sulla tassa sui rifiuti (Tari). La deputata Federica Onori, responsabile di Azione per gli italiani all’estero, ha commentato: “Era fondamentale evitare che il beneficio dell’esenzione IMU fosse vanificato dai costi della Tari.” Di fatto, la Tari sarà dovuta in misura ridotta della metà per gli immobili che beneficiano delle agevolazioni IMU.
Risposta ai rilievi Ue
Il provvedimento indirizza anche le preoccupazioni sollevate dalla Commissione Europea nell’ambito della procedura d’infrazione Infr(2025)4015, avviata nel luglio 2025 contro l’Italia. Questo ha portato a un rinvio della discussione in Aula, inizialmente previsto per il 28 luglio, al fine di allineare la normativa alle indicazioni comunitarie.
Il costo annuale delle nuove misure è stimato in poco meno di 12 milioni di euro, che verranno restituiti ai comuni interessati come rimborso per le minori entrate, attraverso un decreto del Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia. Questo dovrà essere adottato entro il 30 aprile di ogni anno successivo a quello di riferimento, in consultazione con la Conferenza Stato-città e autonomie locali.