Il governo italiano si trova di fronte a un crescente aumento dei prezzi dei carburanti, con richieste di intervento da parte di vari settori economici. Tuttavia, durante l’ultimo Consiglio dei ministri, non è stato adottato alcun provvedimento concreto per affrontare la situazione, suscitando preoccupazione tra consumatori e operatori del settore.
Nessun intervento a Palazzo Chigi
Nel corso della riunione di martedì a Palazzo Chigi, presieduta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, non è stato formulato alcun decreto per mitigare l’ondata di rincari dei carburanti. Si è discusso esclusivamente della situazione attuale, con dati provenienti dal monitoraggio del Ministero delle Imprese. Il « Mister prezzi » continua a vigilare su eventuali speculazioni da trasmettere alla Guardia di Finanza. L’esecutivo ha deciso di attendere per valutare la durata di questa impennata dei prezzi, ritenendo che un intervento sulle accise mobili sarebbe di scarso beneficio per gli automobilisti.
Le proteste delle associazioni per i rincari
Con il prezzo del gasolio in autostrada che supera i 2,6 euro al litro, le proteste si intensificano da parte di diverse categorie, comprese le associazioni di consumatori, autotrasportatori, imprese della pesca, acquacoltura e agricoltura. L’opposizione politica ha critico aspramente il governo per la sua mancanza d’azione. Il Codacons ha denunciato un “gravissimo ritardo”, sottolineando che ogni giorno di rinvio del taglio delle accise comporta perdite economiche enormi per gli automobilisti e per il settore dell’autotrasporto. L’Unione Nazionale Consumatori mette in guardia, affermando che il tempo che passa aumenta la somma necessaria a fermare l’escalation dei prezzi.
Il governo avverte gli speculatori
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha garantito che il Ministero delle Imprese e il Ministero dell’Economia stanno lavorando sulle accise, senza però fornire tempistiche chiare. In merito alla speculazione, Salvini ha dichiarato che il problema non risiede nei benzinai, bensì a monte, pensando a compagnie petrolifere che tendono ad aumentare rapidamente i prezzi in tempo di crisi, ma non altrettanto velocemente a ridurli quando la crisi si attenua. È su questo fronte che il governo si sta attivamente concentrando.