Il governo italiano ha introdotto importanti novità nel panorama degli incentivi al lavoro con il decreto del 1° maggio. Tra le misure più significative, spiccano il “bonus donne 2.0” e il “bonus giovani 2.0”, che mirano a promuovere l’occupazione femminile e giovanile, accompagnati da un’agevolazione per i datori di lavoro che sostengono la conciliazione tra vita e lavoro. La proposta sarà discusso nel prossimo Consiglio dei Ministri, aprendo a un rinnovato sostegno per categorie di lavoratori storicamente svantaggiati.
Il bonus donne 2.0
Per quanto riguarda il sostegno all’occupazione femminile, il “bonus donne 2.0” prevede un’esenzione totale dai contributi previdenziali per un periodo massimo di 24 mesi. Questo incentivo è applicabile ai datori di lavoro che assumano donne di qualsiasi età, residenti in Italia e che non abbiano avuto un’occupazione regolarmente retribuita per almeno 24 mesi. In alternativa, possono beneficiare dell’agevolazione anche coloro che non hanno lavorato per 12 mesi e appartengono a specifiche categorie di lavoratori svantaggiati.
In particolare, i datori di lavoro possono ottenere un esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali fino a un massimo di 650 euro al mese, che sale a 800 euro per coloro che assumono donne residenti nelle regioni della Zona Economica Speciale (ZES) del Mezzogiorno. È importante notare che l’assunzione deve portare a un incremento netto dell’occupazione e che il datore non deve aver licenziato dipendenti nella stessa unità produttiva nei sei mesi precedenti.
Il bonus giovani 2.0
Passando a un focus sui giovani, il “bonus giovani 2.0” mira a rilanciare l’occupazione giovanile dopo la scadenza del sostegno previsto dal recente decreto Milleproroghe. Fino al 31 dicembre 2026, i datori di lavoro che effettuano assunzioni stabili di lavoratori sotto i 35 anni potranno usufruire di un’agevolazione contributiva pari al 100% per un periodo di 24 mesi. L’importo mensile riconosciuto sarà di 500 euro, rappresentando un significativo incentivo per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.