Gas, flussi in pericolo tra Usa e Algeria: le strategie audaci dell'Italia per contrastare gli effetti devastanti della guerra.

Maggio 29, 2026

Giuseppe Baroni

Gas, flussi in pericolo tra Usa e Algeria: le strategie audaci dell’Italia per contrastare gli effetti devastanti della guerra.

L’Italia resiste alla crisi del gas grazie a stoccaggi e diversificazione delle fonti

Nonostante la crescente tensione geopolitica legata ai conflitti in Medio Oriente, il sistema energetico italiano dimostra una notevole resilienza. Le recenti analisi rivelano che l’Italia è riuscita a gestire le fluttuazioni nel mercato del gas, grazie a livelli di stoccaggi superiori alla media europea e a una strategia di diversificazione delle forniture che include l’importazione di gas liquefatto.

L’impatto della crisi nel Golfo

Nei primi quattro mesi di quest’anno, l’Italia ha ricevuto un totale di 72 carichi di gas naturale liquefatto (GNL), di cui 42 provenienti dagli Stati Uniti, pari al 60% delle importazioni totali. Anche il Qatar ha contribuito con 13 carichi, mentre altri fornitori africani come Algeria, Nigeria e il Senegal hanno completato le fonti di approvvigionamento. Dati recenti mostrano una flessione nei carichi qatarioti, mentre quelli americani sono aumentati significativamente, passando da due carichi a marzo a sette ad aprile. Questa manovra è stata facilitata dalla società Edison, che ha reagito prontamente a una forza maggiore dichiarata da Qatar Energy, riuscendo a sostituire gran parte delle forniture compromesse.

L’assist dall’Algeria e dal TAP

Il gas liquefatto si sta affermando come una risorsa cruciale per la diversificazione delle fonti energetiche italiane. Tra gennaio e aprile, il GNL ha rappresentato oltre un terzo delle forniture, solo superato dal gas algerino, che raggiunge l’Italia attraverso il gasdotto TAP. Quest’ultimo ha fornito un contributo fondamentale per garantire la sicurezza energetica, con flussi algerini in aumento del 4% rispetto allo scorso anno. Al contempo, il gas proveniente da TAP ha mantenuto un livello costante, attestandosi come la seconda fonte di approvvigionamento attraverso pipeline, attestando così l’importanza della diversificazione delle risorse dal Sud.

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L’accelerazione sugli stoccaggi

Un altro fattore chiave nel sistema energetico italiano è l’alto livello degli stoccaggi, che supera di molto la media dell’Unione Europea e si distanzia significativamente dai livelli tedeschi. Questa situazione è il risultato di buone pratiche di gestione e collaborazioni strategiche tra Snam, il governo e l’ARERA, che hanno già raggiunto un tasso di riempimento del 90% con largo anticipo rispetto ai termini stabiliti da Bruxelles. Un simile approccio ha assicurato che l’Italia fosse pronta a fronteggiare l’inverno con stoccaggi adeguati, coprendo una parte significativa della rete di distribuzione del gas.

Con queste strategie in atto, il sistema gas italiano si dimostra non solo robusto, ma anche in grado di adattarsi e prosperare in un contesto internazionale sempre più complesso.

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