La questione delle accise sui carburanti torna prepotentemente al centro del dibattito politico. Mentre si avvicina la scadenza dello sconto attuale, il governo italiano studia misure alternative per affrontare la crisi energetica e contenere i costi per i cittadini.
Le sfide delle coperture finanziarie
Il governo si trova ad affrontare un nodo cruciale: garantire le necessarie coperture finanziarie per il mantenimento dello sconto sulle accise. Attualmente, il meccanismo delle “accise mobili” non può essere attivato, costringendo l’esecutivo a trovare risorse altrove. Questo è un problema aggravato dai tempi: le informazioni relative all’extragettito dell’IVA di aprile arriveranno solo a metà giugno, rendendo difficile programmare entro la scadenza fissata del 22 maggio.
In passato, il governo ha utilizzato sanzioni imposte dall’Antitrust per raccogliere circa 150 milioni di euro, ma questa volta la mancanza di accise mobili implica la necessità di esplorare altre fonti di finanziamento.
Andamento dei prezzi dei carburanti
Recenti dati forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano l’andamento attuale dei prezzi dei carburanti. Secondo l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il 18 maggio 2026, il prezzo medio della benzina in modalità “self service” sulla rete stradale nazionale è di 1,943 euro al litro, mentre quello del gasolio è di 1,977 euro al litro. Sulle autostrade, invece, i prezzi sono più elevati: 2,023 euro per la benzina e 2,064 euro per il gasolio. Queste cifre testimoniano la pressione economica che grava sulle tasche dei consumatori, rendendo urgente un intervento da parte del governo.