Il futuro della riduzione delle accise sui carburanti in Italia rimane incerto. Le decisioni che il governo prenderà nei prossimi giorni saranno influenzate dai prezzi praticati nei distributori in prossimità della scadenza attuale, fissata per il 6 giugno. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che potranno esserci interventi specifici per alcune categorie, come gli autotrasportatori.
Il calendario delle decisioni
Conscio dell’importanza di fissare tempistiche chiare, il governo si prepara ad affrontare la questione durante il Consiglio dei ministri previsto per giovedì 4 giugno, due giorni antecedenti alla scadenza del taglio delle accise. In tale occasione, una legge decreto potrebbe essere presentata.
Tuttavia, differente è il discorso riguardante un eventuale decreto ministeriale che attiverebbe le cosiddette «accise mobili» avvalendosi dell’extragettito IVA. Per il mese di aprile, quest’ultima ammontava a 191,2 milioni di euro, ma il ministro ha sottolineato che non è garantito il suo utilizzo per finanziare il taglio delle imposte sui combustibili.
Andamento dei prezzi
Nonostante i costi siano superiori rispetto ai periodi antecedenti al conflitto, i prezzi attuali non raggiungono livelli record. Attualmente, il costo medio della benzina è di circa 1,940 euro al litro, con una diminuzione di 2,5 centesimi rispetto al 22 maggio, quando è stata attuata l’ultima proroga.
Per il gasolio, la situazione appare più complessa. Rispetto al 22 maggio, il prezzo è aumentato di 3 centesimi al litro, ma risulta inferiore alle aspettative poiché in quella data lo sconto era pari a 12,2 centesimi. Di fatto, considerando l’intervento governativo, il costo si è ridotto di 9,2 centesimi (12,2 – 3).