Contratto per le forze di polizia: la denuncia della Silf esplode! 'Solo 7,60 euro lordi all'anno? Un'affronto, questa trattativa è ridicola!'

Giugno 6, 2026

Giuseppe Baroni

Contratto per le forze di polizia: la denuncia della Silf esplode! ‘Solo 7,60 euro lordi all’anno? Un’affronto, questa trattativa è ridicola!’

Le forze di Polizia italiane si trovano in una posizione difficile mentre il Governo presenta una nuova controproposta per il contratto 2022-2024. La reazione del Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri (Silf) pecca di ottimismo, denunciando come la proposta possa rivelarsi insufficiente per garantire le giuste tutele ai lavoratori del settore.

Un aumento irrisorio

«Solo 7,60 euro lordi all’anno in più per ogni finanziere e nessuna reale apertura sulle tutele economiche e normative. A queste condizioni è del tutto inutile trattare o presentare nuove proposte», afferma Francesco Zavattolo, segretario generale del Silf, in vista dell’incontro con il Governo previsto per mercoledì. Secondo Zavattolo, la recente controproposta del Governo per il contratto delle Forze di Polizia non è altro che un “elemosina”, equivalente a meno di un caffè al mese. L’aumento di appena due euro mensili rispetto all’offerta precedente, peraltro ottenuto attraverso uno spostamento contabile da salari accessori a fissi, è considerato insufficiente.

Il contrasto con il settore privato

La questione diventa ancora più grave quando si confronta la situazione delle forze di Polizia con le recenti misure adottate dal Governo nei confronti del settore privato. «Con il decreto “Salario sicuro”, il Governo ha dimostrato chiaramente che, quando esiste la volontà politica, i fondi possono essere reperiti rapidamente, come dimostrano i 900 milioni di euro stanziati in sole ventiquattro ore», continua Zavattolo. In contrasto, alle forze di polizia vengono negate risorse dignitose. I finanzieri svolgono un ruolo cruciale nel contrasto all’evasione fiscale, un problema che costa all’Italia oltre 90 miliardi di euro ogni anno. Nonostante ciò, si vedono negati i fondi necessari per il loro contratto, creando un senso di ingiustizia tra coloro che garantiscono la sicurezza del Paese.

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Richieste sindacali non accolte

Il sindacato ha presentato proposte concrete al tavolo di trattativa, molte delle quali a costo zero, ricevendo però un’affermazione di chiusura da parte del Governo. «Chiedevamo garanzie reali sulla previdenza integrativa, che ci era stata promessa a parole. Inoltre, avevamo suggerito di rivalutare le indennità ferme da decenni e di ridurre il numero dei servizi per compensare i costi», spiega Zavattolo. Tra le altre richieste vi erano modifiche normative essenziali per consentire ai sindacati militari di esercitare una reale tutela del personale, tutte accolte con una risposta di chiusura totale da parte dell’Esecutivo.

«Il nostro timore è che il Governo tenti di chiudere la questione con il minimo sforzo, offrendo una ripartizione 91/9 e qualche micro-ritocco normativo, piuttosto che rispondere ai reali bisogni della base», conclude Zavattolo, sottolineando la necessità di azioni concrete per i lavoratori del settore.

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