Mini pacchi, proroga clamorosa della tassa da 2 euro fino al 1° ottobre!

Luglio 20, 2026

Giuseppe Baroni

Mini pacchi, proroga clamorosa della tassa da 2 euro fino al 1° ottobre!

L’Italia ha annunciato una proroga della tassa di 2 euro sui mini pacchi provenienti da paesi extra UE, una decisione volta a evitare un possibile effetto domino sulle operazioni di importazione. Mentre la nuova tassa comunitaria da 3 euro era prevista per entrare in vigore dal 1° luglio, il governo ha introdotto una sospensione fino al 1° ottobre, in attesa dell’implementazione della tassa di gestione doganale, che dovrà essere adottata da tutti i paesi membri dell’Unione Europea entro novembre.

## Applicazione già rinviata

La tassa italiana sui mini pacchi era stata inizialmente prevista nella manovra del 2026, quando il dazio comunitario e la tassa di gestione a livello unionale non erano ancora stati definiti. Con il decreto fiscale (Dl 38/2026), l’applicazione della mini tassa era stata rinviata al 1° luglio, su richiesta di una revisione delle stime di gettito, che prevedevano entrate di 122,5 milioni di euro per il 2026, aumentando a 245 milioni di euro.

## Il pressing per lo slittamento

Negli ultimi giorni, le associazioni di categoria hanno esercitato forti pressioni per prorogare l’applicazione della mini tassa italiana. Hanno evidenziato come il prelievo, nonostante non fosse ancora in vigore, avesse già spostato molte operazioni di importazione verso paesi che non la richiedono, come Belgio, Paesi Bassi e Ungheria, con successivo trasferimento delle merci in Italia via terra.

## La perdita di traffico

Nei primi due mesi dell’anno, si è registrato un decremento del 50% nel traffico delle importazioni, una situazione che ha comportato una revisione della geografia delle spedizioni. Questo fenomeno potrebbe ulteriormente intensificarsi durante il periodo di applicazione della mini tassa italiana, in attesa dell’introduzione della tassa di gestione doganale a livello europeo. La sospensione della mini tassa, dunque, potrebbe prevenire una significativa perdita di volume d’affari, con ripercussioni anche sul mercato del lavoro.

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