Innovazione, le valutazioni dell'UE: l'Italia avanza ma rimane nel limbo della classifica!

Agosto 5, 2026

Giuseppe Baroni

Innovazione, le valutazioni dell’UE: l’Italia avanza ma rimane nel limbo della classifica!

L’Italia sta compiendo progressi significativi nella sua capacità di innovazione, secondo il report dell’European Innovation Scoreboard 2026 pubblicato dalla Commissione Europea. Tuttavia, il Paese rimane classificato tra gli “innovatori moderati”, posizionandosi al 13° posto su 27 Stati membri. Questo articolo esplorerà i punti di forza e le criticità dell’innovazione italiana, analizzando anche l’impatto degli investimenti e delle riforme attuate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

## Punti di forza e criticità

L’Italia ha dimostrato notevoli punti di forza, tra cui un significativo numero di domande di registrazione per disegni industriali – posizione in cui si colloca al primo posto in Unione Europea. Anche la produttività delle risorse è al top, insieme all’adozione di tecnologie di cloud computing, utilizzato dal 68% delle imprese italiane. Le piccole e medie imprese (Pmi) italiane si distinguono per la loro capacità innovativa, risultando tra le migliori in Europa per l’introduzione di innovazioni sia di processo che di prodotto. Tuttavia, persiste una serie di criticità strutturali, con l’Italia che si piazza solo al 26° posto per la quota di laureati nella popolazione e al 25° per il numero di specialisti nel campo delle tecnologie ICT.

## Investimenti privati

Un altro aspetto segnalato dalla Commissione è la preoccupante bassa percentuale di investimenti privati in ricerca e sviluppo, fissata allo 0,79% del PIL, rispetto alla media europea dell’1,49%. Questi fattori limitano la capacità innovativa del sistema produttivo italiano. Inoltre, l’adozione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale è ancora scarsa, coinvolgendo solo il 16,4% delle imprese.

## Il contributo del Pnrr

Secondo l’analisi di Bruxelles, i progressi recenti sono stati in parte sostenuti dagli investimenti e dalle riforme finanziati tramite il Pnrr. Queste iniziative hanno contribuito a rafforzare le università, la ricerca e la digitalizzazione in Italia. Nonostante ciò, il Paese deve ancora colmare un ampio divario rispetto alla media europea in termini di investimenti privati in innovazione e nella capacità di convertire la ricerca in imprese innovative di grandi dimensioni.

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