| AGRICOLTURA/Cucchi a Roma con i contadini |
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| Venerdì 16 Luglio 2010 07:58 |
Parabiago - C'era anche il vice-sindaco, Raffaele Cucchi, ad accompagnare la delegazione locale della Coldiretti, che la scorsa settimana ha partecipato a Roma al congresso nazionale tenutosi al Palalottomatica. Quindicimila, i coltivatori che hanno presenziato all'evento, chiedendo a gran voce una filiera agricola tutta italiana. "Nell'ultimo anno- ha spiegato Cucchi- la Coldiretti ha dato a questo progetto forma e concretezza, mettendo in campo le prime iniziative strategiche e siglando i primi accordi di filiera". Il vice-sindaco ha raccolto gli sfoghi degli agricoltori, che hanno ribadito come ogni giorno migliaia di consumatori scelgano la vendita diretta e si rivolgano a loro, consapevoli di quanto la vera eccellenza alimentare stia proprio nell'agricoltura italiana. E il rapporto qualità prezzo risulta favorevole per il consumatore, perché quando compra direttamente dall'agricoltore non si trova di fronte a prezzi gonfiati e distorti dal mercato. Al congresso erano presenti il Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, quello delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e altre personalità della politica. Cucchi ha espresso agli agricoltori locali la vicinanza dell'Amministrazione parabiaghese e la volontà di proseguire nell'iter di una rispettosa collaborazione reciproca. E sempre a Roma nei giorni scorsi Raffaele Cucchi ha concluso il corso di formazione per pubblici amministratori, un impegno oneroso che per sei mesi lo ha costretto, una volta la settimana, a fare la spola tra Parabiago e la Capitale. Promosso dal Dipartimento per gli Affari Regionali e intitolato "Governance e Unione Europea", il corso ha visto la partecipazione di 120 amministratori locali. E'stata un'iniziativa interessante- ha concluso Cucchi, esibendo soddisfatto l'attestato di diploma- siamo stati messi di fronte ad un nuovo modo di amministrare, in cui l'attenzione al territorio abbraccia la prospettiva europea, che è fondamentale per la nostra formazione e per il nostro agire politico"
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