RESCALDINA – Entro la fine del mese si definirà il futuro della Carlo Banfi la storica fabbrica rescaldinese di macchinari e impianti di granigliatura, sabbiatura e decapaggio meccanico. La ditta, a causa del calo di fatturato e dei problemi derivanti dalla congiuntura economica, sarà costretta a cedere un ramo d'azienda. Naturalmente si rischia una perdita di posti di lavoro: una parte degli operai, quasi una sessantina in tutto, potrebbero finire in cassa integrazione straordinaria per un anno, che, come spesso accade, è solo l'anticamera alla mobilità. Sono in corso due trattative con altrettanti potenziali acquirenti, che comporteranno progetti diversi, uno più a lungo termine ed uno a breve termine, con differenti impatti sulla forza lavoro. Dalla Fiom Cgil, il sindacato metalmeccanico, fanno sapere di essere ottimisti sugli sbocchi delle trattative ma che si teme ugualmente per le ripercussioni sui lavoratori. "Sono molto preoccupata per la sorte dei miei dipendenti – ammette anche Maria Rosa Banfi, presidente della ditta rescaldinese – Li abbiamo sempre pagati, ma tra quelli di Carlo Banfi spa e Banfi Engineering, circa 20 o 30 rischiano il posto. Purtroppo questa situazione nasce da una calo di fatturato del 40% e dal fatto che non siamo riusciti ad avere né mutui né leasing dalle banche sui nostri immobili". I margini per arrivare ad una felice conclusione della trattativa ci sono, ma sicuramente non si può essere contenti dell'ennesima perdita di posti di lavoro in un'importantissima azienda del nostro territorio, che solo recentemente aveva festeggiato i suoi primi 70 anni di vita e che pareva una realtà solidissima anche in tempi di crisi come questi.Ste.Vie.

















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