Nel particolare settore dell'astrazione lirica, il pittore milanese Mario Raciti è unanimemente considerato uno degli artisti più significativi per la lucida persistenza della sua ricerca, l'onestà intellettuale e lo spessore culturale che la accompagnano, la particolarìtà degli esiti espressivi. Raciti è però artista che poco concede ai riti mondani che accompagnano le varie inaugurazioni. Persona riservata e di poche parole, è più portato al meticoloso e riflessivo lavoro nello studio dove, assecondato dai silenzio, ha modo di continuare in modo organico un percorso creativo di grande afflato poetico. Un lavoro in cui sentori e percezioni di una persistente ricerca ulteriore diventano lucido prodromo di un mistero incombente, tramutandosi in rappresentazioni di intensa visionarietà. Non è quindi casuale che Palazzo Magnani a Reggio Emilia, già sede di prestigiose mostre internazionali, gli stia dedicando un'antologica in cui cento dipinti, compresi alcuni polittici di grandi dimensioni, ripercorrono la sua attività cinquantennale (1959-2009) contrassegnata da pervasivo lirismo. Oltretutto la mostra è accompagnata da un esauriente catalogo Skira. Nel corso della sua carriera, Mario Raciti (Milano-1934) ha perseguito con estrema coerenza una poetica che utilizza gli strumenti e le tecniche della pittura per cercare di dare un volto - lasciando trasparire solo tracce, frammenti di immagini, larve di suggestioni -a ciò che all'artista stesso deve restare segreto e nascosto, essendo indefinibile e non rappresentabile nella sua compiutezza- Lo scenario in cui l'artista colloca le sue apparizioni è costantemente un fondo indefinito, da quello grezzo della tela, magari appena segnato da bave sfilacciate di grigi o di terre, a quello che pare alludere a un liquido amniotico, ad una polvere d'acqua e di cielo al di là dei quali si ergono scenari insondabili e inimmaginabili, consapevoli della realtà del quotidiano, ma completamente al di fuori dalle vicende e dai turbamenti della quotidianità. Quello dell'autore milanese è quindi un viaggio nei panorami dell'ignoto alla ricerca dell'identità umana. Ma anche la terra varesina offre un prezioso contributo all'identità dell'artista con tre mostre promosse in contemporanea e distribuite sul territorio. Qua-rantacinque opere, accumulate nel tempo da Giulio Bergamini (storico gallerista milanese) e poi cedute a Vincenzo Palmieri, altro gallerista lungimirante, che le ha conservate smora. I dipinti, diversi di grande formato e praticamente inediti, appartengono al ciclo «Presenze assenze» e sono datati dal 1971 al 1977. Dopo l'inaugurazione ufficiale, celebrata a Villa Pomini di Castellanza (grazie alla fattiva collaborazione dell'Ufficio Cultura), altri gruppi di opere sono in mostra alla Galleria Palmieri di Busto e alia Galleria Villa Morotti di Daverio. A confortare le tre esposizioni anche un bel catalogo edito dalla stessa Palmieri con la riproduzione a colori di tutte le opere {fotografie di Luciano Carugo). Le A fianco e sopra, due opere di Mario Raciti: «Presenze assenze», tecnica mista su tela, entrambe del 1971. Nell'altra pagina: sopra, «Variazione su due cerchi» (1950) di Gillo Dorfles; sotto, «Tre ovali rossi» (2006) di Turi Simeti tre mostre si compenetrano armonicamente e meritano come insieme una grande attenzione da parte di critica e pubblico, poiché - come viene sottolineato nella prefazione in catalogo - rappresentano in modo esaustivo un momento significativo dell'opera di Haciti: «Siamo su un crinale in cui il silenzio si mescola con lo stupore e la sorpresa in tal caso non lascia possibilità di difesa, tanto è lo sprofondamento in una zona del "sentire" che rovescia diametralmente il rapporto fra sentori e realtà».
«Mario Raciti. Antologia del silenzio» - Castellanza, Villa Pomini, vìa don Testori 14, fino al 28 marzo. Orari: feriali 16-19, festivi 10-12.30 e '15-19, chiuso lunedì.
Busto Arsizio, Galleria Palmieri, via Mameli 24, fino all'll aprile. Orari: feriali 15.30-19.30, festivi su appuntamento, chiuso lunedì.
Daverio, Galleria Villa Morotti, piazza Monte Grappa 9, fino al 18 aprile. Orari: feriali 10-12.30 e 15-19, domenica 15-19, chiuso lunedì

















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