Con misurata sapienza e pazienza, Mario Calabresi ha pedinato per anni fotografi di fama internazionale, faticando non poco, in alcuni casi, a farsi ricevere al fine di trascrivere le loro storie e vicende su “ A occhio aperti” , Edizioni Contrasto, pp.208, € 19,90.
Non ci si lasci trarre in inganno, con i dieci fotografi presenti nel volume, Calabresi non parla solo di fotografia, in quelle conversazioni scorrono le vicende del mondo accanto al vivere d’ogni giorno.
Ed allora emerge la capacità della fotografia di rappresentare e trasmettere gli accadimenti la cui sedimentazione nel tempo porta alla Storia unita alla capacità di cogliere l’attimo fuggente, con annessi rischi e pericoli.
Quando chi fotografa non scende a compromessi oltre a rischiare la vita può trovare aperte le porte dell’esilio, come nel caso di Abbas e Koudelka.
Fra le altre emergono le figure di Paul Fusco e Gabriele Basilico.
Fusco narra di un suo reportage rimasto nel cassetto per decenni, quando al seguito del treno che trasportava le spoglie di Robert Kennedy ,ebbe l’intuizione di fotografare le persone lungo i binari.
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Basilico, scomparso da poco, viene messa in evidenza la capacità di descrivere i paesaggi industriali e le sue forme architettoniche, rivelando di ognuno la collocazione temporale e funzionale.
“A occhio aperto” è altresì un libro sul giornalismo, sulle difficoltà che si incontrano sul campo, ma anche editoriali e dell’autore emerge l’umiltà e l’attenzione dedicate all’ascolto e alla scelta e costruzione di testi e immagini.
Cristina Moregola
Mario Calabresi – “A occhi aperti”, Edizioni Contrasto, pp.208, € 19,90


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