Pubblicato in Francia da Gallimard e uscito in Italia nel mese di marzo con Neri Pozza, "Storia di una donna libera" di Françoise Giraud, è l'autobiografia di una delle più importanti figure della storia del giornalismo francese ed è il racconto di una vita sostenuta dalla passione per la politica e per la propria professione, dall'amore per il compagno Jean-Jacques Servan-Schreiber e per il padre scomparso tragicamente quando la giornalista era ancora bambina.
Un testo dato per perso ma fortunatamente ritrovato dopo più di cinquant'anni dall'amica Alix de Saint-André.
Scrittrice, giornalista, femminista ed intellettuale, fondatrice nel 1945 della rivista "Elle", Segretario di Stato francese per due volte, la Giraud scrive il racconto della propria vita durante un soggiorno in Provenza nell'estate del 1960, dopo essere sopravvissuta a un tentato suicidio, al quale ne seguirà un secondo, in seguito all'abbandono da parte di Jean-Jacques Servan-Schreiber e dopo essere stata costretta a lasciare il settimanale "L'Express", da lei creato insieme al compagno nel 1953.
Con Servant-Schreiber, conosciuto nel 1951, Françoise condivide la passione per la politica, la vita sentimentale e la professione. Insieme danno vita a uno dei giornali che diviene punto di riferimento della sinistra europea, e che in seguito ad un sequestro da parte del Ministro della Difesa per la pubblicazione di un rapporto segreto sull'Indocina, vede raddoppiare le proprie vendite.
Françoise Giraud tornerà a dirigere "L'Express" a un anno di distanza dal tentato suicidio, richiamata da Servan-Schreiber, per lasciare definitivamente l'incarico nel '77, quando il giornale sarà venduto.
Cristina Moregola
Françoise Giraud "Storia di una donna libera" , Edizioni Neri Pozza, pp. 256, € 16.00


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