Busto Arsizio – Si presentava in scena dicendo: «sono Felice e non solo di essere Musazzi» ed era veramente una persona felice di far ridere la gente. Con le sue maschere da moderna Commedia dell'arte -«a Teresa, a Mabilia e ul Giàn»- ha fatto divertire la Lombardia e non solo. Dopo di lui si pensava che nessuno potesse più raccontare la mitica famiglia Colombo e la vita dei cortili lombardi, finché Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Luigi Campisi, attori che per anni avevano fatto parte della sua compagnia en travesti, hanno riportato in teatro la spumeggiante verve comica di Felice Musazzi. La gloriosa tradizione è così proseguita, traghettando il gruppo alla festa per i sessant'anni di attività, tenutasi la scorsa stagione con uno show che ha ripercorso il meglio delle storie e degli sketch del «trio più sgangherato d'Italia». Quest'anno l'avventura de "I Legnanesi di Felice Musazzi" prosegue con la rivista "Oh vita...oh vita straca", per la regia di Antonio Provasio, in programma al teatro Sociale di Busto Arsizio nelle serate martedì 2, mercoledì 3 e giovedì 4 marzo. L'appuntamento, che registra il sold out per tutte e tre le date in calendario, si inserisce nell'ambito di "BA Teatro", stagione cittadina che, sotto l'egida e con il contributo economico dell'amministrazione comunale, annette anche le programmazioni di Palkettostage-International theatre productions e dei teatri Manzoni e San Giovanni Bosco. E' la crisi economica il tema di fondo di questa nuova rivista dialettale. Gli esigui stipendi e l'alto costo della vita fanno sì che sempre più famiglie fatichino ad arrivare a fine del mese. Fatture e conti da pagare diventano uno scoglio ancora più insormontabile per «la Teresa», gravata anche dal ritrovarsi a carico un marito che alza un po' troppo spesso il gomito e una figlia che vive quasi esclusivamente di sogni di gloria. La recessione non sfiora, però, la fantasia. «Quella, come si dice nello spettacolo, non è ancora stata tassata». Ecco così che la matriarca di casa Colombo si inventa nuovi modi per sbarcare il lunario: posteggiatori di biciclette al parco di Legnano e secondini del carcere di san Vittore, nel pieno di una rivolta di detenuti, sono due dei «lavori alternativi» che i tre sperimentano, senza successo, per rilanciare la propria economia domestica. Quando arrivano, quasi per miracolo, gli arretrati dall'Inps, «la Teresa» decide di stupire i suoi due compagni d'avventura, «il Giuan» e la «Mabilia», con un viaggio nella fredda Mosca, tra la neve e la colbacchi. La speranza, nemmeno troppo segreta, è quella di trovare un marito alla figlia, possibilmente uno di quei «nuovi ricchi», di cui tanto si legge sui giornali. Ma lo scoop dell'anno è che a incontrare l'amore, nelle fattezze di un vecchio fidanzato di Legnano, emigrato anni prima, sarà, la Teresa; mentre la Mabilia, fedele al suo cliché, continuerà a sognare il suo mondo da favola, in un tripudio di meravigliose musiche e di grandi costumi.
In occasione dello spettacolo rimarrà aperto "Il bistrot del teatro". Il locale, che aprirà al pubblico lunedì 1° marzo, dopo un importante lavoro di restyling degli spazi, è gestito da Osvaldo de Tomasi, titolare della pasticceria e atelier del vino "Oscar". Il costo del biglietto per "Oh vita...oh vita straca" è di euro 38.00 per il primo settore platea, euro 35 per il secondo settore platea ed euro 30 per la galleria.
Il botteghino del teatro Sociale, ubicato in piazza Plebiscito 8, presso gli uffici del primo piano, è aperto nelle giornate mercoledì e venerdì, dalle 16.00 alle 18.00, e sabato, dalle 10.00 alle 12.00. E' possibile prenotare telefonicamente tutti i giorni feriali, secondo il seguente orario: dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 18.00; il sabato, dalle 10.00 alle 12.00.
Per informazioni è possibile contattare la segreteria del teatro Sociale al numero 0331.679000 o consultare il sito internet www.teatrosociale.it.

















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