Rallentamento nei pensionamenti: il quadro attuale
L’andamento del pensionamento in Italia sta registrando un ulteriore rallentamento, principalmente a causa dei requisiti di accesso più severi introdotti negli ultimi due anni. Secondo le prime stime dell’Inps, si prevede una riduzione del 11% nel numero di trattamenti pensionistici anticipati entro la fine del 2025. I dati forniti dall’istituto rivelano un quadro dettagliato delle pensioni erogate nei primi mesi dell’anno, evidenziando non solo il numero complessivo dei trattamenti, ma anche le disparità tra generi.
Nel 2024 erogate dall’Inps 889.642 pensioni
Nel 2024, l’Inps ha liquidato complessivamente 889.642 pensioni. Analizzando le singole categorie, si evidenziano 271.527 assegni di vecchiaia, 224.392 trattamenti anticipati, 60.094 pensioni per invalidità e 236.107 pensioni ai superstiti.
Il calo delle pensioni anticipate
L’inasprimento dei requisiti di accesso alle pensioni anticipate, in particolare attraverso l’introduzione di Quota 103, ha portato a una significativa diminuzione di questi trattamenti. Un confronto tra i 98.356 pensionamenti anticipati registrati nel primo semestre del 2025 e i 118.550 del medesimo periodo dell’anno precedente mostra una diminuzione del 17,3%. Tuttavia, esperti dell’Inps avvertono che questo calcolo potrebbe non riflettere completamente la situazione, sottolineando la necessità di considerare variabili come la tempistica e la diversità nei monitoraggi, stimando infine un calo più modesto attorno all’11%.
Tra gennaio e giugno 2025 liquidati 397.691 trattamenti
Il monitoraggio dell’Inps è chiaro: nel primo semestre del 2025 sono state liquidate 397.691 pensioni, con un importo medio di 1.215 euro. Le pensioni si differenziano in base al genere, alla tipologia e al fondo previdenziale. Ad esempio, sono state erogate 117.901 pensioni di vecchiaia con un importo medio di 1.136 euro, 98.356 pensioni anticipate che ammontano mediamente a 2.076 euro, 23.996 pensioni di invalidità con un importo medio di 810 euro, e 106.693 pensioni ai superstiti per 941 euro al mese.
Resta marcato il «gender gap» pensionistico
Nei primi sei mesi del 2025, l’importo medio della pensione erogata alle donne è stato di 1.009 euro mensili, risultando inferiore del 30,37% rispetto a quello degli uomini, che è di media di 1.449 euro. Questa disparità è legata alla diversa composizione dei trattamenti: gli uomini ricevono una maggiore quantità di pensioni anticipate, riflettendo anni di lavoro e contributi più elevati, mentre le donne tendono ad avere pensioni ai superstiti o assegni che derivano da carriere lavorative discontinue e da retribuzioni più basse.