L’Italia ha recentemente approvato una legge sull’intelligenza artificiale dopo un lungo processo legislativo. La legge, che completa il quadro normativo nazionale in materia di IA, introduce misure per la governance, l’allocazione delle risorse e l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale in diversi settori.
## La cornice normativa
Il provvedimento stabilisce un insieme di principi fondamentali per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di sistemi di intelligenza artificiale. Entro un anno, il governo italiano è chiamato a emanare decreti legislativi per allineare la normativa nazionale all’AI Act europeo, oltre a sviluppare una regolamentazione organica riguardante l’uso di dati e algoritmi per l’addestramento dei sistemi di IA.
## La governance della AI
La Presidenza del Consiglio avrà un ruolo di coordinamento attraverso il Dipartimento per la trasformazione digitale, proponendo una Strategia Nazionale aggiornata periodicamente. Le agenzie governative saranno responsabili della supervisione, con l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) designate come autorità nazionali. Questa scelta ha suscitato critiche, poiché da parte dell’opposizione si auspica una governance tramite un’autorità indipendente.
## Le risorse per le imprese
Il governo è stato interpellato riguardo alla mancanza di investimenti specifici per le aziende operanti nel settore dell’intelligenza artificiale. Attualmente, la legge prevede l’impiego di un miliardo di euro già disponibile attraverso Cdp Venture Capital per investimenti nel capitale di rischio di piccole e medie imprese, nonché di grandi aziende attive nel campo dell’IA, della cybersicurezza, delle tecnologie quantistiche e delle telecomunicazioni.
## I campi di intervento
Il testo legislativo consta di 28 articoli che affrontano varie tematiche. I principi fondamentali sottolineano l’importanza della privacy e la necessità di mantenere la libertà nel dibattito democratico. Specifiche disposizioni regolano l’uso dell’IA in ambito sanitario, dove l’intelligenza artificiale può supportare diagnosi e terapie, ma sempre preservando la decisione finale dei medici e il diritto dei pazienti a essere adeguatamente informati.
In ambito lavorativo, sarà istituito un Osservatorio Nazionale con l’obiettivo di massimizzare i benefici dell’IA riducendo nel contempo i rischi associati. L’obbligo di informazione riguardo all’uso dell’IA è esteso a datori di lavoro e professionisti nei confronti dei lavoratori e dei clienti.
Inoltre, il provvedimento prevede l’adeguamento del Codice Penale per includere il reato di “illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con sistemi di IA”, punito con pene che variano da uno a cinque anni. Verranno anche introdotte misure cautelari per prevenire la diffusione di contenuti illeciti, con la premessa che ogni decisione legale resta prerogativa esclusiva del magistrato.