Con la manovra economica in dirittura d’arrivo, il governo di Giorgia Meloni ha avviato le ultime discussioni per risolvere questioni cruciali. In un incontro a Palazzo Chigi, la maggioranza ha esaminato i dettagli della legge di bilancio e le misure da adottare per sostenere famiglie e imprese. Ecco i principali temi in discussione.
Misura del taglio dell’Irpef
Un punto centrale del dibattito riguarda il taglio di due punti sulla seconda aliquota dell’Irpef, che scenderebbe dal 35% al 33%. La premier Meloni ha suggerito che tale misura potrebbe essere limitata ai contribuenti con redditi compresi tra 28mila e 50mila euro, mentre Forza Italia propone di estenderla fino a 60mila. La decisione finale è attesa nei prossimi giorni, mentre le intenzioni del governo sembrano orientate a sostenere maggiormente il ceto medio.
Riforma sulla rottamazione
Un altro tema sul tavolo è la nuova rottamazione avanzata dalla Lega, che propone un programma di 8 o 9 anni con un versamento minimo di 50 euro. L’entità di queste misure, secondo fonti governative, dipenderebbe dal supporto delle banche, con il governo che si è già detto disposto a chiedere assistenza “come l’anno scorso”. Anche in questo caso, le coperture economiche dovrebbero arrivare da riduzioni di spesa nei ministeri, con l’obiettivo di sostenere la natalità attraverso detrazioni fiscali e il congedo parentale all’80%. Al riguardo, il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha assicurato che arriveranno “diversi miliardi in più” per il settore sanitario.
Pensioni: il punto sulla riforma
La discussione sull’età pensionabile rimane uno dei temi più delicati. L’esecutivo intende congelare l’innalzamento automatico previsto per il 2027, un intervento che potrebbe avere un costo superiore ai 3 miliardi. Tra le opzioni in esame vi è quella di limitare l’aumento dell’età solo ai lavoratori che hanno già compiuto 64 anni, una soluzione che presenterebbe un costo di 1,5 miliardi il primo anno. Tuttavia, tale misura rischia di escludere circa 170mila lavoratori a fronte di un’entrata in vigore dunque sfavorevole. Diverse ipotesi sono in fase di valutazione, incluse modifiche graduali nel 2027 e 2028. Le opposizioni hanno già iniziato a criticare il governo, accusandolo di ingannare i lavoratori, dimostrando così l’importanza politica di queste scelte.
La Ires premiale, introdotta lo scorso anno per incentivare le imprese virtuose, scadrà a fine anno, ma il governo si è dichiarato intenzionato a rinnovarla. È prevista anche l’introduzione di un nuovo incentivo per le industrie, che sarà più flessibile e supportato da finanziamenti nazionali, come confermato dal Ministro delle Imprese Adolfo Urso.