Sigarette: i tabaccai lanciano l’allerta, in arrivo un clamoroso aumento di 3 euro a pacchetto!

Novembre 10, 2025

Giuseppe Baroni

Sigarette: i tabaccai lanciano l’allerta, in arrivo un clamoroso aumento di 3 euro a pacchetto!

La consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea per aggiornare la Direttiva sulle accise dei tabacchi si è conclusa, con l’obiettivo di uniformare la tassazione sui prodotti nicotinici a partire dal 2028. Questo cambiamento potrebbe comportare un aumento del prezzo delle sigarette in Italia e generare notevoli entrate fiscali per l’Unione Europea. Tuttavia, la proposta ha suscitato reazioni contrastanti tra esperti sanitari e il settore del tabacco.

## Aumenti di Prezzo e Impatto Fiscale

La revisione della Direttiva accise tabacchi, nota come Ted, prevede un incremento stimato di circa 3 euro per pacchetto di sigarette in Italia, mantenendo il prezzo comunque al di sotto dei livelli elevati attuali di Irlanda e Norvegia, che ammontano a 13 euro. Secondo l’esecutivo dell’Unione Europea, le nuove aliquote minime potrebbero generare un gettito fiscale aggiuntivo di 15 miliardi di euro all’anno, contribuendo anche a ridurre i costi sanitari legati al fumo e le frodi fiscali connesse alla produzione illegale di tabacco.

## Preoccupazioni Dalla Fase del Settore e delle Associazioni

L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha proposto un incremento di 5 euro a pacchetto, sottolineando l’importanza di disincentivare il consumo di sigarette, principale causa di tumore ai polmoni. In contrasto, i tabaccai italiani, già colpiti da un aumento di 60 centesimi previsto dalla manovra economica, esprimono forte preoccupazione per l’impatto delle nuove tassazioni sul mercato legale. La Federazione Italiana Tabaccai (FIT) ha avvertito che un incremento della tassazione potrebbe incoraggiare l’espansione del mercato illecito, compromettendo in particolare le microimprese familiari del settore.

In un appello ai consumatori, i tabaccai hanno invitato a esprimere le proprie opinioni nella consultazione pubblica, evidenziando come le misure proposte potrebbero avere effetti negativi sull’occupazione e sull’economia locale. Hanno inoltre sostenuto l’importanza di adeguare la tassazione al potere d’acquisto di ciascuno Stato membro, al fine di proteggere la competitività del settore produttivo e distributivo italiano.

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