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Itinerario 11: da Domodossola al passo Sempione
Mercoledì 23 Luglio 2008 14:59

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Tappa 1: Parco naturale alpe Veglia e Devero


L'alpe Veglia, primo parco naturale istituto in Piemonte nel 1978, si estende dal Monte Leone fino alla Punta d'Arbola, per più di ottomila ettari ed appartiene al sistema delle Alpi Lepontine. Sono montagne belle e severe che si distribuiscono ad una quota superiore ai 3000 metri; le loro creste di collegamento segnano il confine con la Svizzera. I valichi che si aprono sull'elevato e impervio cerchio di monti mettono in comunicazione la conca di VEglkia con le valli svizzere e con il bacino di Devero. La piana del Veglia si apre a sud-est sulla piana di Nembro con la splendida forra del Groppallo.
L'ambiente è quello tipico dell'alta montagna, sebbene il fondo pianeggiante della conca rientri ancora entro il limite della vegetazione arborea. I boschi che si sviluppano attorno alla piana dell'alpe si spingono con le frange superiori fino a 2200 metri di quota e sono costituiti da larici, con rari esempi di pino uncinato e abete rosso. E' tuttavia il pascolo l'elemento dominante il paesaggio di Veglia.
Tra le specie di uccelli nidificanti le più localizzate sono il picchio rosso maggiore e il picchio nero, la civetta capogrosso, il gufo reale, la poiana e il gheppio; non è raro osservare pernici bianche, coturnici e galli forcelli. Tra i mammiferi s'incontrano facilmente marmotte e camosci, mentre è più difficile avvistare stambecchi, cervi e caprioli.


 

logo_tappe.gifTappa 2: Varzo



Appoggiato nella conca che si apre dopo la forra di Crevoladossola, Varzo si compone di oltre cinquanta nuclei di abitazioni. In passato era il secondo comune dell'Ossola per importanza economica e popolamento in quanto costituiva la base, per il versante italiano, del traffico del Sempione. L'epoca d'oro dei trasporti e del commercio risale ai secoli XIV-XVI, quando la corporazione dei "cavallanti" di Varzo riusciva ad imporre le proprie tariffe ai grandi mercanti milanesi, toscani o fiamminghi. Prima il monopolio dei trasporti instaurato dal grande Stockalper, poi la carrozzabile napoleonica e da ultimo la ferrovia, ridussero fino ad annullare del tutto l'importanza commerciale del luogo, trasformandolo in tranquilla residenza di agiate famiglie e capoluogo di un vasto comprensorio agropastorale.
Nel cuore del centro storico si trova la chiesa parrocchiale di San Giorgio, raggiungibile con una ripida scalinata. Le origini romani-che sono ben visibili nel campanile e nella navata centrale; la facciata conserva tracce di affreschi molto deteriorati. All'interno si trovano affreschi del '500 di scuola lombarda.
A Varzo ha sede l'ente di gestione del Parco Naturale Alpe Veglia e Devero e da qui parte il percorso che sale alla frazione San Domenico, stazione turistica invernale ed estiva dell'Alpe Veglia. Sopra l'abitato si trova l'imbocco della galleria elicoidale, opera ingegnosa lunga 2900 metri realizzata fra il 1900 e il 1906 per far superare al treno i 60 metri di dislivello fra Varzo e l'imbocco del traforo a Iselle. La centrale idroelettrica che si trova lungo la strada è opera dell'architetto Ugo Monneret del Villard.

 


logo_tappe.gifTappa 3: Trasquera


Posta sulle pendici del monte Teggiolo in splendida posizione panoramica, Trasquera si raggiunge da Varzo con una strada carrozzabile realizzata nel 1961 prima della quale era raggiungibile solo a piedi; questo antico percorso è stato di recente recuperato dal Comune ed è detto l'itinerario della fede, per la presenza di alcune cappelle. Numerosissimi sono gli oratori sparsi nelle diverse frazioni. Posta a 1036 metri di quota si innalza la chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Gervasio e Protasio al limitare di una balconata rocciosa dalla quale si gode un notevole panorama sulla conca di Varzo. Edificata sui resti di una cappella dedicata alla Maddalena, la chiesa risulta esistere almeno dal 1321 quando è citata dagli Statuti della Val Divedrò. Le forme attuali denotano diversi interventi di ampliamento avvenuti a partire dal 1550 e ancora dal 1574 al 1620, come testimoniano le date scolpite esternamente. Il campanile presenta feritoie, bifore e specchiature cieche decorate con archetti, mentre l'interno a tre navate custodisce un pregevole organo del 1878.
Nel centro dell'abitato la Casa del Cappellano è stata di recente restaurata per ospitare l'archivio comunale ed il Centro di Documentazione sulla storia di Trasquera. Acquistato dalla Comunità nel 1690 come abitazione del cappellano e per tenervi le riunioni degli amministratori, divenne nell'800 sede della scuola e nel '900 fu adibito a teatro e a scuola musicale, assumendo un'importante funzione sociale per il borgo oggi ripresa grazie ad un attento restauro dell'edificio. L'abitato conserva inoltre un esempio di forno da pane comunitario.


logo_tappe.gifTappa 4: Iselle


Frazione del Comune di Trasquera posta nel fondovalle lungo il torrente Diveria, Iselle ospita l'imbocco della doppia Galleria del Sempione.
Questo luogo fu teatro di un'impresa coraggiosa; la notte fra il 21 e il 22 aprile 1945 i partigiani delle brigate "Garibaldi" e "Volante alpina", con la collaborazione dei servizi segreti svizzeri, salvarono il collegamento ferroviario Italia-Svizzera sventando la distruzione del tunnel, riempito di esplosivo dai tedeschi in ritirata; l'impresa è ricordata in una targa presso la stazione di Varz.


logo_tappe.gifTappa 5: Gondo


Presso il piccolo centro abitato di Gondo si trova il posto di frontiera svizzero, dominato da imponenti e aspre pareti rocciose che si innalzano ripide, percorse da innumerevoli cascatelle. Le caratteristiche morfologiche di queste gole lo hanno reso uno dei passaggi più difficili per molti secoli, riaperto con qualche probabilità dai coloni walser che le famiglie feudali di epoca medioevale insediarono nel XIII secolo per sfruttare i pascoli e controllare il valico. La massiccia torre Stockalper al centro del villaggio testimonia il ruolo fondamentale assunto dal 1630 da Raspar von Stockalper nel rilancio del passo. La torre, che si trova all'arrivo della mulattiera che collega Gondo a Briga e che prende il nome dal barone, fu realizzata fra il 1670 e il 1685 e veniva utilizzata sia come riparo che come sede amministrativa delle innumerevoli proprietà che egli possedeva, tra cui anche le miniere d'oro di Gondo. All'interno della vecchia casa cantoniera svizzera è allestita una mostri permanente sulla storia del Sempione; mentre a Engeloch la casa di sosta napoleonica ha mantenuto la sua funzione divenendo un punto di ristoro.

 

logo_tappe.gifTappa 6: Il traforo del Sempione


Lunga circa venti chilometri, la Galleria del Sempione è stata per alcuni anni la più lunga al mondo.
L'attuale galleria fu decisa oltre un secolo fa quando Italia e Svizzera si impegnarono (agosto 1898) a costruire una linea ferroviaria attraverso il Passo del Sempione per collegare Briga (Brig) e Domodossola.
Nei giornali dell'epoca, si scriveva di "potenti ventilatori", "respirazione penosa", di "una lunga fiammella di acetilene (che) illumina i torsi nudi di operai che lavoravano senza posa". Ed ancora il traforo in costruzione veniva descritto come "una vera bolgia: numerossisimi operai nudi fino alla cintola lavorano di mazza e scalpello per preparare i fori per le mine". Particolare problema fu la frequente scoperta di sorgenti d'acqua che ostacolarono e ritardarono i lavori.
Il tripudio caratterizzò la giornata del 19 maggio 1906: il giorno dell'inaugurazione.  

 


logo_tappe.gifTappa 7:  Parco Nazionale della Val Grande


Il Parco Nazionale della Val Grande, a due passi dal Lago Maggiore, è l'area selvaggia più vasta d'Italia. Da Milano dista meno di 100 km e 150 da Torino. Una vallata unica, fuori del mondo, dominata dal silenzio, dove la natura è regina. Un santuario dell'ambiente, da frequentare con rispetto assoluto.
 

 


logo_tappe.gifTappa 8: Simplon Dorf


Fondato con ogni probabilità all'epoca della colonizzazione walser, della quale conserva un esempio di edificio, il suggestivo abitato montano di Simplon Dorf ospita la sede deU'Ecomuseo del Sempione, allestito all'interno della Alte Gasthof, la vecchia locanda costruita fra il XTV e il XVIII secolo e restaurata negli anni '90 del Novecento dal Comune. Le collezioni illustrano il traffico sul passo e i suoi effetti sulla storia di quest'area; dalla via Stockalper, alla strada napoleonica fino alla ferrovia. La visita si completa con l'esposizione presso il Castello Stockalper di Briga. Nel centro del paese un'iscrizione su pietra segnala la posizione del villaggio rispetto ai due principali centri di Briga e di Domodossola dai quali Simplon Dorf dista esattamente 31 chilometri. Nel cimitero locale è sepolto il pittore e alpinista Federico Ashton, che lasciò numerose vedute di quest'area e che qui morì durante un'escursione nel 1904.

 

 

logo_tappe.gifTappa 9: Simplon Pass (passo Sempione)


Giungendo al passo si incontra il vecchio ospizio Stockalper costruito dal barone nel 1666 nei pressi di un edificio ormai in rovina realizzato dai Gerosolimitani nel 1235. Ai piani inferiori i viaggiatori trovavano rifugio e cure gratuite, mentre ai piani superiori il barone e la sua famiglia risiedevano nella stagione estiva e l'ultimo piano ospitava una piccola cappella. Il grande edificio accanto ad esso era utilizzato come deposito ed era destinato ad ospitare merci e cavalli in trànsito attraverso il passo.
La costruzione dell'imponente edificio dell'Ospizio del Sempione sulla piana del passo fu affidata da Napoleone alla Congregazione dei Canonici del Gran San Bernardo, che lo gestiscono ancora oggi e dove vi ospitano fino a trecento persone. L'aquila in pietra che sorveglia il passo ricorda la guardia del Sempione l'llc brigata frontalie-ra durante la seconda guerra mondiale.


 

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