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5 Mulini
Giovedì 19 Febbraio 2009 22:41
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5 Mulini
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5 mulni 1970San Vittore Olona, un piccolo paese di circa 7000 anime a 25 chilometri da Milano, ma grande Università del cross dal 1933. Giovanni Malerba, questo è il nome per sempre scolpito nella storia della Cinque Mulini, fu lui, infatti, a gettare il primo seme che avrebbe fatto sbocciare la corsa campestre sanvittorese.

Domenica 22 gennaio 1933 è la data di nascita della Cinque Mulini: la vigilia è caratterizzata da una copiosa nevicata che imbianca il percorso e mette anche in forse lo svolgimento della gara. Ma gli organizzatori non si perdono d’animo e, con le pale, creano un sentiero obbligato lungo il percorso. Si corre regolarmente e la vittoria, al termine di 6 chilometri di gara, va al milanese Mario Fiocchi.

1937 e 1938 sono gli anni in cui vennero apportate le prime modifiche al percorso che venendo esteso a 12 chilometri arrivava per la prima volta ad attraversare i mulini che in passato aveva solo costeggiato.

Nei suoi 73 anni di storia la Cinque Mulini non ha mai subito interruzioni. La corsa più antica del calendario si disputa anche nel 1939, anno in cui la FIDAL vieta agli atleti di prima e seconda serie di partecipare alle corse campestri: gli organizzatori delle altre classiche dell’epoca, come la Sette Campanili di Cavaria ed il Cross dell’Epifania di Cesano Maderno, non vogliono mandare in scena gare per categorie inferiori, invece quelli della Cinque Mulini chiamano ugualmente a raccolta i terza serie pur di non fermarsi.

Nemmeno la Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui tutte le attività sportive in Italia subiscono un drastico ridimensionamento, riesce a far saltare la Cinque Mulini, unica manifestazione sportiva che resiste al conflitto.

Nel 1946 la FIDAL assegna per la prima volta alla Cinque Mulini il Campionato italiano assoluto di cross. Al via si presentano 117 atleti, i più forti specialisti della penisola ad eccezione di Giuseppe Beviacqua. Aldo Rossi vinse quell’edizione sul sempreverde Luigi Pellin. Del 1946 è anche la prima presenza straniera, limitata peraltro ad alcuni atleti svizzeri.

Altre 5 volte la Cinque Mulini metterà in palio le maglie tricolori: Beviacqua s’impone nel 1949, Giacomo Peppicelli vince nel 1955, Genny Di Napoli e Patrizia Di Napoli raggiungono il podio nel 1966, Michele Gamba e Agata Balsamo dominano nel 2001 ed infine nel 2004 la maglia tricolore va a . Giuliano Battocletti ed a Patrizia Tisi.

Nel 1952 la Cinque Mulini diventa ufficialmente internazionale. Tuttavia la prima significativa presenza straniera risale all’edizione del 1953, con la partecipazione dello svizzero Goudi Staubli. Già l’anno dopo, tuttavia, la corsa sanvittorese parla un’altra lingua: il 21 febbraio ‘54 Hamed Labidi, tunisino, diventa il primo vincitore straniero della Cinque Mulini.

La grande serie di vittorie di atleti stranieri comincia davvero nel 1957, con la vittoria dello slavo Franjio Mihalic (medaglia d’argento nella maratona alle Olimpiadi a Melbourne), che si ripete nel 58 e nel 61, anno del primo podio tutto straniero, con il marocchino Moha Ben Said e lo slavo Istvan Ivanic ai posti d’onore.

Mihalic inaugura il lungo elenco di atleti vincitori del “Cross delle Nazioni” (poi diventato Campionato del Mondo) che hanno iscritto il loro nome anche nell’albo doro della Cinque Mulini. Gli altri sono i belgi Gaston Roelants e Leon Schots, l’inglese David Bedford, gli etiopi Mohammed Kedir, Bekele Debele, Kenenisa Bekele, Luchia Yisak e Gete Wami, i keniani John NGugi e Paul Tergat, il marocchino Khalid Skah, il marocchino naturalizzato belga Mohurit, l’italiana Paola Pigni, la norvegese Grete Waitz, la francese Annette Sergent, la portoghese Albertina Dias e la statunitense Lynn Jennings.

Dal 1960 la Cinque Mulini ha anche una gara riservata agli atleti juniores. Ad oggi un solo atleta è riuscito ad aggiudicarsi la corsa sanvittorese in entrambe le categorie: l’inglese David Bedford, a segno da junior nel 1969, e da senior nel 1972, con la maglia iridata conquistata l’anno prima.

L’americano di origine sioux Billy Mills (“mills” in inglese significa mulini!) è il primo campione olimpico a correre e vincere la Cinque Mulini nel 1965, l’anno dopo il trionfo a Tokio nella finale dei 10.000 metri. Dopo di lui altri 9 campioni olimpici iscrivono il loro nome nell’albo d’oro della corsa: il belga Gaston Roelants (1968), i keniani Kipchoge Keino (1969), Naftali Temu (1970) e John NGugi (1989), lo statunitense Frank Shorter (1973), il marocchino Khalid Skah (1992), Alberto Cova (1986), l’etiope Kenenisa Bekele (2002) e tra le donne l’italiana Gabriella Dorio (1975).

In totale i campioni olimpici che hanno accettato l'invito degli organizzatori sanvittoresi sono, ad oggi, 30. Oltre ai 10 citati la Cinque Mulini ha avuto al via: Mohammed Gammoudi (Tunisia), Mamo Wolde, Miruts Yifter, Haile Gebreselassie e la Deratu Tulu (Etiopia), John Akii Bua (Uganda), Pekka Vasala e Lasse Viren (Finlandia),John Walker (Nuova Zelanda), Anders Garderud (Svezia), Steve Ovett e Sebastian Coe (Gran Bretagna), Bronislaw Malinowski (Polonia), Said Aouita e Brahim Boutayeb (Marocco), Lyudmila Bragina (Unione Sovietica), Colette Besson (Francia), Maricica Puica (Romania), Gelindo Bordin e Stefano Baldini (Italia).

Nel 1967 gli organizzatori mettono a segno il secondo grande colpo, riuscendo ad ingaggiare Ron Clarke, primo uomo al mondo a demolire la barriera dei 28 minuti nei 10.000 metri. Putroppo Clarke accolto a San Vittore Olona da Alfredo Turri, la seconda anima della Cinque Mulini dopo il Malerba, non essendo abituato al clima rigido di Febbraio si ammala ed è costretto ad abbandonare la gara.

Clarke si presenta ugualmente al traguardo per scusarsi con il pubblico. Nel 1971 fa il suo debutto la prova femminile, subito a carattere internazionale. La prima vincitrice è l'inglese Rita Ridley. Il programma della Cinque Mulini si amplierà poi ulteriormente chiamando a raccolta gli atleti delle categorie giovanili.

Negli anni 70 la Cinque Mulini conosce un periodo di grande splendore. Ogni edizione vede al via i più forti specialisti del momento: primatisti mondiali e campioni olimpici ormai non si contano più. Per gli italiani diventa quasi impossibile salire sul podio. Ci riescono solamente Franco Fava, secondo nel 1976 e nel 1978 e Venanzio Ortis terzo nel 1976.

Gli etiopi Yohannes, Yifter e Kedir firmano nel 1977 la prima tripletta di una stessa nazione alla Cinque Mulini. L'etiopia si ripete nel 1985 con Abebe, Debele e Bulti, poi nel 1989 tocca al Kenia (NGugi, Tanui e Masai) e nel 93 ancora all'Etiopia (Bayesa, Bekila e Gebreselassie). Per festeggiare il 50° anniversario, nel 1982, gli organizzatori fanno le cose in grande. A San Vittore Olona scendono atleti da tutti i continenti, in rappresentanza di ben 12 nazioni. Vince ancora un etiope, Eshetu Tura, specialista delle siepi e nella gara femminile vince la norvegese Grete Waitz, la granissima atleta che è riuscita ad affermarsi per 6 volte sul podio della Cinque Mulini.

Dopo 22 anni dal successo di Antonio Ambu, nel 1986 Alberto Cova spezza finalmente l'egemonia straniera, battendo Gelindo Bordin e l'americano Pat Porter. In campo femminile, invece, le uniche azzurre vincitrici sono le migliori specialiste del cross di tutti i tempi: Paola Pigni (1973), Gabriella Dorio (1975) e Nadia Dandolo (1990) L'edizione 1991 è una di quelle che entrano nella storia.

La Cinque Mulini viene inserita nel nascente World Cross Challenge, il circuito internazionale della IAAF che raggruppa le più importanti gare di cross del mondo. Negli anni 90 la Cinque Mulini parla prevalentemente africano, « i mulini macinano farina nera » è il titolo apparso su molti giornali.

L'Etiopia con 11 successi guida la speciale classifica delle nazioni, davanti al Kenia con 10. Prima nazione europea è il Belgio con 5 vittorie. Nel 2000 il percorso viene ridisegnato: partenza sui prati antistanti la fattoria Chiapparini poi via, verso i campi per infilarsi nei due mulini che hanno fatto storia: il Cozzi e il Meraviglia. La gara è stata così riportata nel suo ambiente naturale, i campi. Quell'anno è stato il keniano Charles Kamathi ad imporsi, davanti al connazionale 5 volte campione mondiale Paul Tergat.

L'ucraino Sergiy Lebid, più volte campione europeo della specialità, si aggiudica in volata l'edizione del 2003, battendo l'ugandese Kiprop, poi vittorioso a San Vittore Olona nel 2004. Dopo 16 affermazioni africane, Lebid pone fine allo strapotere degli atleti di colore alla Cinque Mulini. Domenica 6 Febbraio è la data dell'edizione 2005 della Cinque Mulini.

Un ritorno all'antico, con la prova spostata di un mese ed il percorso ridotto a 10 chilometri per la prova maschile e a 6 per quella femminile. L'Unione Sportiva San Vittore Olona 1906 manderà in scena per la 73^ volta un nuovo capitolo di quella che a ragione viene definita la decana delle corse campestri di tutto il mondo. Il meglio dell'atletica nazionale ed internazionale si darà ancora una volta appuntamento sul tracciato di San Vittore Olona, per mantenere viva ai più alti livelli la tradizione della corsa campestre.

Tratto da: 5mulini.org

 



 

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