Milano - Dopo 85 anni si torna al punto di partenza. Il 29 marzo 1926, nella sala degli Affreschi di Palazzo Isimbardi, si costituì il Consorzio del Seveso; il 29 marzo 2011, nella stessa sala, Infrastrutture Acque Nord Milano (Ianomi), discendente diretta del consorzio, festeggia il compleanno con un volume, "Di acqua in acqua - La storia di un consorzio", che ne racchiude la parabola. Il libro, curato da Luigi Marinoni e con il patrocinio della Provincia di Milano, ripercorre i fatti e ricorda le persone che si sono spese in un lavoro sempre a favore dell'ambiente e al servizio delle comunità del territorio. La storia cominciò in quel lontano 29 marzo di ottantacinque anni fa, in una delle sale della Deputazione provinciale di via Vivaio, dove dodici comuni e i delegati delle aziende che conferivano acque nel Seveso, su pressione della Provincia, misero nero su bianco l'impegno a "studiare e imporre i provvedimenti tecnici e igienici diretti a eliminare i gravi inconvenienti che si verificano in conseguenza dello scarico delle acque di rifiuto degli stabilimenti industriali nel torrente". Primo presidente del Consorzio fu il marchese Giuseppe Capitani d'Arzago che, sottolineando la criticità della situazione, arrivò ad affermare: "l'esasperazione è giunta al colmo e quindi per ragioni di igiene, di sanità pubblica e anche di pubblica tranquillità è necessario che gli inconvenienti siano eliminati".Una presa d'atto importante, che, per il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, testimonia come «Anche nel lontano 1926, anno di fondazione della società, la classe politica milanese seppe esprimere personalità di primo piano. Mi riferisco al presidente della Deputazione provinciale, avvocato Sileno Fabbri, e ai presidenti del Consiglio provinciale, senatore Baldo Rossi e onorevole Carlo Maria Maggi, che, a cavallo tra il 1925 e il 1927, guidarono l'Assemblea provinciale. Pure, grazie al loro contributo, del resto, venne istituito, come recita il verbale della seduta di costituzione della società, il «Consorzio del Seveso», che, solo nel 2003, 77 anni dopo, divenne una Società per azioni. Essi si posero, d'altra parte, per primi il problema dell'inquinamento del Seveso a causa degli scarichi sversati dagli stabilimenti industriali. Oggi, a distanza di 85 anni, la I.A.No.Mi. Spa è una società matura, a capitale pubblico, costituita dalla Provincia di Milano nonché da 40 Comuni inclusi nei bacini idrici del Fiume Olona e del Torrente Seveso. Una società che si pone, peraltro, quale garante di un bene che deve rimanere pubblico: l'acqua».
Dall'atto costitutivo trascorsero dieci anni per arrivare alla prima trasformazione, il 14 maggio 1936, in Consorzio di Bonifica dei Territori dei Comuni del Nord Milano. Seguì trent'anni più tardi un'altra decisiva trasformazione, in Consorzio provinciale di depurazione delle acque del Nord Milano, la cui prima riunione avvenne il 15 ottobre 1966 contestualmente all'inaugurazione dell'impianto di depurazione di Varedo, figlio, questo, dell'accordo con l'azienda Snia. Il depuratore fu tra i primi d'Italia a trattare scarichi civili e industriali. Nel frattempo erano saliti a 38 i Comuni consorziati, che comprendevano anche quelli appartenenti al bacino idrico dell'Olona, ed erano state escluse le aziende, considerate come ostacolo all'operatività dell'ente, ma comunque rappresentate dalla Camera di Commercio. Con il nuovo assetto, che facilitava l'operatività dell'ente, si realizzarono nell'immediato altre opere, fra cui il collettore Varedo-Meda, e si lavorò alla progettazione di altri depuratori, Bresso, Canegrate e Pero. Anche l'attenzione alla tutela delle acque dall'inquinamento aveva fatto i suoi passi in avanti; è, infatti, del 1976 il varo della normativa di riferimento, la Legge Merli. Negli anni Ottanta, dalla gestione dell'esistente, il Consorzio cominciò l'attività di pianificazione degli interventi su tutto il territorio di competenza. Nel 1984 si arrivò alla definitiva estromissione dal Consorzio del mondo delle aziende, con l'uscita della Camera di Commercio.
Nel 1996 un'altra svolta importante; il 14 ottobre il consorzio, diventato Consorzio di tutela delle acque del Nord Milano, si trasformò da ente locale in azienda pubblica deputata a realizzare e gestire le opere di collettamento e depurazione. Fu il primo passo nel processo di transizione da consorzio a società per azioni, che si perfezionò nel giugno 2003; da quel momento l'azienda assunse la denominazione attuale, Infrastrutture Acque Nord Milano (Ia.No.Mi). Nel frattempo il Consorzio aveva cominciato a confrontarsi con i problemi posti dalla presenza sul territorio di alcune grandi aree industriali dismesse o in procinto di vedere cessare le attività che vi insistevano: la raffineria di Rho, che cesserà di funzionare nel 1994, e l'Alfa Romeo, che vedrà un disimpegno progressivo del presidio negli anni Novanta. Proprio considerando questa situazione sono stati calibrati le opere di collettamento e l'impianto di depurazione di Pero, la cui prima linea è entrata in funzione nel 1999 e che ora serve la Fiera di Rho-Pero. Nell'ultimo decennio è da ricordare la possibilità data dalle normative di ampliare le proprie attività: dalla gestione delle fognature alla redazione dei Piani urbani di governo dei servizi del sottosuolo (Pugss), alla creazione dell'Ufficio di Piano, struttura messa a disposizione dei comuni per gestire le pratiche relative alla rete dei servizi del sottosuolo. Ultimo capitolo aperto da Ianomi in ordine di tempo quello delle Case dell'Acqua, una struttura che eroga acqua microfiltrata, sterilizzata, refrigerata e naturale o addizionata di anidride carbonica, mettendola a disposizione dei cittadini. Al momento sono sette le case dell'Acqua aperte da Ianomi, la prima nel novembre 2009 a Bresso; mentre, il 15 aprile, saranno inaugurate due case dell'acqua nel liceo Maiorana, a Rho. Il che rappresenta una novità a livello nazionale.
«Ci sembrava giusto percorrere la storia dell'azienda, anche perché si sta avviando alla fine -spiega il Presidente di Ianomi Roberto Colombo-; infatti, sono ormai maturi i tempi affinché le aziende dell'acqua della Provincia di Milano si fondano in un'unica, grande società, "L'azienda pubblica dell'acqua della grande Milano". Parto da questo assunto: azienda pubblica. Quello che in questi ultimi anni di cambiamenti abbiamo dimostrato è che un'azienda a capitale interamente pubblico può essere una buona azienda. Nelle nostre assemblee di bilancio ho usato spesso il termine "mentalità privatistica" per significare la necessità di migliorare il nostro operato. Non è la proprietà pubblica il limite di un'azienda ma il modo di gestirla. E le persone che si sono succedute in questi decenni, pur nei cambiamenti di denominazione, da consorzio ad azienda speciale a SpA, e nella crescente complessità dei problemi affrontati si sono sempre riconosciute nello scopo per cui, il 29 marzo di 85 anni fa, fu fondato il Consorzio del Seveso; ossia la cura di questo territorio e delle sue acque».
Infrastrutture Acque Nord Milano (I.A.NO.MI S.p.A.) è una società a capitale pubblico, costituita dalle Province di Milano, Monza e Brianza e da 40 comuni inclusi nei bacini idrici del fiume Olona e del torrente Seveso. Concentra le proprie attività nella progettazione, l'appalto e la realizzazione degli impianti di trattamento delle acque; è inoltre titolare del patrimonio costituito dalle opere di collettamento intercomunale e dagli impianti di depurazione. Cinque gli impianti di depurazione di proprietà: Pero, Bresso, Canegrate, Varedo e Parabiago.
Comuni soci: Arese, Baranzate, Barlassina, Bollate, Bovisio Masciago, Bresso, Cabiate, Canegrate, Castellanza, Ceriano Laghetto, Cerro Maggiore, Cesano Maderno, Cesate, Cinisello Balsamo, Cogliate, Cormano, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Lazzate, Legnano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Misinto, Nerviano, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Parabiago, Pero, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rho, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona, Senago, Seveso, Solaro, Vanzago, Varedo.




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