Il governo italiano sta seguendo da vicino le trattative tra Unione Europea e Stati Uniti riguardo ai dazi imposto dall’amministrazione Trump. In un’informativa al Senato, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato la strategia governativa, evidenziando la cautela necessaria in un contesto di incertezze.
## L’impatto dei dazi su export italiano
Secondo le valutazioni del centro studi del ministero, se i dazi reciproci venissero fissati al 20%, l’export italiano negli Stati Uniti potrebbe subire una contrazione del 10%. Se, al contrario, i dazi venissero ridotti al 10%, l’impatto negativo sull’export sarebbe limitato a un 6,5%. I settori più a rischio includono la filiera dell’automobile, con particolare riferimento ai componenti, e il comparto farmaceutico.
## Prospettive del negoziato
Il ministro Urso ha sottolineato l’importanza di condurre il negoziato con responsabilità, puntando a unire le forze occidentali piuttosto che dividerle. Ha criticato le proposte di risposte immediate e ritorsive e ha evidenziato la necessità di evitare una spirale di misure daziarie. Secondo la Banca Centrale Europea, i dazi potrebbero gravare dello 0,3% sulla crescita economica dell’Europa, una cifra che potrebbe addirittura salire all’1% in caso di contromisure lose dalla Commissione.
## Misure di compensazione
Urso ha anche menzionato la recente missione della premier Giorgia Meloni a Washington, in un momento in cui l’export italiano ha registrato un incremento dell’11,8% nel primo trimestre dell’anno. In merito alla questione delle compensazioni per le aziende colpite dai dazi, il governo si prepara a stabilire misure solo quando il quadro attuale sarà più chiaro. È in discussione un’importante azione comunitaria, piuttosto che nazionale, e attualmente si stanno esplorando possibili interventi di politica industriale che potrebbero mobilitare fino a 32 miliardi di euro, derivanti da diversi fondi europei già programmati, per mitigare l’impatto delle misure americane.