Mini pacchi: una frenetica corsa contro il tempo per fermare la tassa italiana!

Giugno 27, 2026

Giuseppe Baroni

Mini pacchi: una frenetica corsa contro il tempo per fermare la tassa italiana!


Il prossimo 1° luglio è una data cruciale per il commercio elettronico in Italia, in particolare per l’introduzione di una nuova tassa sui mini pacchi provenienti da paesi extra UE. L’arrivo di questa mini tassa, unita al dazio europeo, potrebbe avere un impatto significativo sugli acquisti online e sul settore della logistica. Le associazioni di settore sono in allerta, richiedendo un rinvio per evitare conseguenze negative sul comparto.

Il gettito previsto

Secondo le stime, la mini tassa italiana, fissata a 2 euro, potrebbe generare un gettito di 122,5 milioni di euro per il 2026. Si prevede che i primi effetti si evidenzieranno dalla seconda metà dell’anno, permettendo così un monitoraggio adeguato. È per questo che il decreto fiscale ha spostato l’entrata in vigore della tassa al 1° luglio, evitando la necessità di coperture finanziarie per i mesi precedenti.

L’applicazione del dazio europeo

La problematicità della situazione nasce dall’introduzione del dazio di 3 euro, che dal primo luglio sarà applicato alle spedizioni provenienti da paesi extra UE. Questo dazio, approvato dal Consiglio dell’Unione Europea all’inizio di febbraio, è destinato a ogni categoria di articoli contenuti in un pacco. Ad esempio, se un pacco contiene due camicette di seta e una di lana, il dazio si applicherà su entrambi gli articoli, portando quindi a un totale di 6 euro. Secondo le cifre fornite dalla Commissione Ue, il raddoppio dei volumi di traffico generati dal commercio elettronico dal 2022, che porterà a 4,6 miliardi di pacchi nel 2024, richiede una regolamentazione adeguata.

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Le preoccupazioni del settore della logistica

Le associazioni di categoria e gli operatori della logistica manifestano preoccupazione nei confronti di una possibile “overlap” di tassazione, dal momento che l’anticipazione della mini tassa da parte dell’Italia potrebbe portare a un esodo di traffico verso altri Stati membri UE che non impongono tali oneri. In una lettera inviata al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Confetra ha evidenziato come la mini tassa di 2 euro, non ancora entrata in vigore, abbia già provocato uno spostamento delle importazioni verso paesi come Belgio e Paesi Bassi. Il potenziale 50% di traffico perso nei primi due mesi dell’anno, in attesa di un rinvio della mini tassa, ha già cambiato le dinamiche delle spedizioni, una situazione che potrebbe peggiorare ulteriormente con l’introduzione della tassa di gestione dell’UE. Pertanto, le associazioni di categoria stanno facendo pressioni affinché venga concesso un rinvio per evitare gravi ripercussioni sul volume d’affari e sull’occupazione nel settore.

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