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EVENTI/Stamattina 67° anniversario dei deportati a Mauthausen con Nedo Fiano
Lunedì 10 Gennaio 2011 14:59

precedente commemorazione_tosiLegnano – Quest’anno ricorre il 67° anniversario dei deportati a Mauthausen alla Franco Tosi, la commemorazione degli operai e dei dirigenti antifascisti che il 18 gennaio di 57 anni fa furono deportati nei campi di concentramento. Giovedi 13  è stata organizzata dalla Fim, Fiom e Uilm di Magenta la manifestazione di commemorazione.
Due sono i momenti dell’evento commemorativo; uno è alle 9.30 alla Franco Tosi e l’altro alla sera presso il Circolone alle 20:30 per l’incontro “L’attualità della costituzione nata dalla resistenza”.
L’appuntamento del mattino  ha inizio con l’assemblea dei lavoratori presso la sezione montaggio, aperta alla cittadinanza, istituzioni e  alle associazioni, quest’anno l’ospite d’onore sarà Nedo Fiano.
Ci saranno vari interventi fra cui quello della Rsu Franco Tosi meccanica, la testimonianza di un lavoratore ex Tosi sulla rappresaglia del 5 gennaio 1944 e l’intervento del  sindaco Lorenzo Vitali di Legnano, verrà poi deposta  la coronea  al cippo che ricorda i lavoratori ex Comerio, e una al cimitero monumentale con l’intervento di Luigi Botta presidente A.n.p.i. Legnano.

Il  percorso della libertà vuole commemorare gli operai della Tosi deportati il 5 gennaio del ’44 nel campo di concentramento di Mauthausen, gli arresti avvennero  per stroncare lo sciopero che aveva paralizzato la fabbrica per diversi giorni, fu un'azione di guerra in piena regola contro migliaia di lavoratori disarmati, non bisogna dimenticare che a Legnano non esisteva soltanto la Tosi, ma anche una miriade di fabbriche in cui si organizzava la resistenza sindacale e politica, come le fabbriche metal meccaniche Comerio, Bozzi, POMINI di Castellana, Salmoiraghi di Nerviano e le fabbriche e;tessili Brusadelli, Cantoni, Manifattura, De-Angeli-Frua, Agosti è un momento culminante di una campagna  di sabotaggi, di scioperi locali e di guerriglia di resistenza. Furono nove gli uomini provenienti da Legnano che furono deportati e sette non fecero ritorno a casa, il convoglio che li portò a destinazione fu il trasporto n° 32, che partì da Firenze l’8 Marzo, giunse a Mauthausen l’11 Marzo. Sul treno, si è potuto stabilire, che presero posto 597 deportati, fra cui 78 operai torinesi della Fiat. Si vuole ricordare, celebrare, e soprattutto trasformare la resistenza, attraverso gli eventi, in qualcosa di sentito, che nasca dall’interiorità.Nedo Fiano

Il relatore ufficiale di questa commemorazione  Nedo Fiano, è uno scrittore sopravvissuto alla deportazione nazista nel campo di concentramento di Auschwitz, e unico sopravvissuto delle sua famiglia.
Nedo faceva parte della comunità ebraica di Firenze, nel 1938 con la prolungazione e l’entrata in vigore delle leggi razziali venne cacciato da scuola, egli aveva solo 13 anni, prosegui  gli studi nella piccola scuoletta ebraica del ghetto di Firenze il 50%degli insegnanti erano professori universitari cacciati per via delle leggi raziali, da quella scuola improvvisata sono venuti fuori ambasciatori, banchieri, personaggi di altissimo livello.Nel maggio del 1944 Nedo fu deportato insieme a tutta la sua famiglia e nel 23 maggio arrivarono ad Auschwitz, fu selezionato per il corpo interpreti, che lavorano sulla banchina d’arrivo della stazione di Auschwitz –Birkenau . L’11 aprile del 1945 il campo Buchenwald , dov’era stato trasferito dai nazisti in fuga, venne liberato dalle forze americane. Dopo la libertà Nedo Fiano  ha incentrato le sue attività sulla testimonianza e memoria dell’Olocausto,nel 2003 ha pubblicato il libro “A 5405. Il coraggio di vivere”  nel quale racconta la sua esperienza da deportato, Il 7 dicembre 2008 a Milano ha ricevuto l’Ambrogino d’oro, e il 22 maggio del 2010 il premio Bancarellino per il libro “ il passato ritorna”.

Si ricorda l’appuntamento  del 18 gennaio  alle ore 21 al cinema Ratti sempre a Legnano evento organizzato da Giancarlo Restelli, storico, che ricorda ”Aktion T4” programma per lo sterminio dei disabili e dei malati mentali nel Terzo Reich (tedeschi, austriaci ma anche polacchi, sovietici, jugoslavi…).

 

Gea A. Somazzi  


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