| ISTITUZIONI/Regione e Provincia promettono collaborazione per battere la 'ndrangheta |
| Venerdì 11 Marzo 2011 09:24 |
 Milano - La recente denuncia della Dia sull'ormai radicata presenza della 'ndrangheta in Lombardia ha messo in allarme il mondo istituzionale. Nel mirino delle cosche ci sono gli appalti di Expo 2015. "Non può purtroppo sorprendere che l'attenzione della criminalità organizzata si diriga dove l'economia è più forte e dinamica e dunque innanzitutto verso la Lombardia. Ritengo pertanto positiva l'azione che magistratura e forze dell'ordine svolgono in maniera inflessibile per combattere questo cancro": ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. "Regione Lombardia - prosegue - ha sempre collaborato e continuerà a farlo, applicando per intero tutte le leggi ma anche approntando propri strumenti ulteriori di attenzione e di contrasto, come ha fatto in questi anni. E' giusto ricordare tuttavia che contro la 'ndrangheta in doppio petto, che utilizza capitali sporchi mascherandoli dietro molteplici schermi e investendoli nell'economia normale, sono proprio la magistratura e le forze dell'ordine che hanno gli unici strumenti di indagine e di rilevazione efficaci". Negli ultimi anni le due inchieste "Bad boys" ed "infinito" hanno messo in luce un sistema consolidato, dove i boss comandavano intere legioni di loro uomini. "La 'ndrangheta è paragonabile a un cancro - ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà, in merito alla presenza in Lombardia della criminalità di matrice calabrese accreditata dalla relazione annuale della Direzione nazionale antimafia -. Come le cellule tumorali attaccano l'organismo generando metastasi così le infiltrazioni di quest'organizzazione sul nostro territorio minano la società e le imprese sane provocando danni non solo morali ma pure economici. Le aziende collegate alla 'ndrangheta, che ha dimostrato di saper mutare pelle dotando le sue imprese di capitali ingentissimi ed esentasse, sfruttano, infatti, il meccanismo del maggior ribasso per aggiudicarsi appalti soprattutto nel settore del movimento terra". In certi comuni come Legnano, sta anche per partire una serie di incontri per approfondire queste tematiche, mentre in molti comuni è girata, ed in taluni è stata pure approvata, la discussa mozione del Pd che chiedeva la testa del neo direttore dell'Asl Mi 1, Pietrogino Pezzano, il cui nome è rientrato, pur senza essere indagato, nelle inchieste della magistratura.
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