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Itinerario 6: Lago Maggiore - Versante Lombardo - <strong>Laveno</strong>
Giovedì 10 Luglio 2008 13:08
Indice
Itinerario 6: Lago Maggiore - Versante Lombardo
<strong>Leggiuno</strong>
<strong>Laveno</strong>
<strong>Luino</strong>
<strong>Sesto Calende</strong>
Tutte le pagine

Laveno

logo_tappe.gifTappa 1


Il Museo Internazionale Design Ceramico: museodinotte3.jpg

Il Museo è una collezione unica, con pezzi di design e oggetti di vita quotidiana e una sede prestigiosa sulle sponde del Lago Maggiore.
La Civica Raccolta di terraglia di Cerro frazione Laveno Mombello, nata nel 1968 apre ufficialmente al pubblico nel 1970, comunicando la sua attività con una dotazione di opere in ceramica che ne segna con chiarezza il destino e la vacazione. La maggior parte delle opere provengono dalla raccolta della Società Ceramica Italiana Richard Ginori, dalla donazione Scotti-Meregalli e dalla donazione Franco Revelli e altre donazioni private. La collezione documenta la produzione in ceramica da metà del 1800 ai giorni nostri nell’aerea lombarda. Tra i pezzi più interessanti da segnalare il vaso in stile Liberty eseguito nel 1906 da Giorgio Spertini, esempio eccellente del gusto Art Nouveau. Significativa la collezione di forme e stilemi ideati da Guido Andlovitz a a partire da 1926, oltre ai più recenti pezzi di design di Angelo Biancini e Antonia Campi. Dal 1986 il Museo possiede un laboratorio attrezzato per la realizzazione di ceramica.
Palazzo Perabò, sede del Museo, ha origini nel 1500 quando la famiglia cerrese dei Guilizzoni ottenne la Signoria di Contea, quindi venne successivamente ingrandito, come lo vediamo nell’aspetto attuale. E’ una costruzione tardo-rinascimentale, già dei conti Guilizzoni poi Perabò, dal 1968 proprietà del Comune di Laveno Mombello che, con oculati e precisi lavori di restauro, riprese l’originale bellezza di un tempo. Il fine del museo è culturale e conservativo, per la conoscenza e la raccolta di esemplari di arte ceramica ancora poco conosciuti: sculture di noti artisti, maioliche, vasi, ceramiche igieniche e da cucina, pezzi preziosi e raffinati.
vaso-liberty-giorgio-spertini-laveno-lago-maggiore.jpgLa costituzione dell’industria ceramica a Laveno risale al 1856 quando le famiglie Carnelli, Caspani e Revelli diedero vita ad una prima manifattura nata con lo scopo di porre sul mercato prodotti in terraglia forte a basso costo. Lo sviluppo avvenne velocemente; nel 1875 la fabbrica occupava quattrocento operai e l’affermarsi sui mercati nazionali ed esteri della produzione indusse, nel 1883, ad assumere la denominazione di Società Ceramica Italiana (SCI), denominazione che verrà mantenuta fino al 1965 in occasione della fusione con la Richard-Ginori. Nel 1886 Severino Revelli abbandonò la SCI e diede vita ad un’altra manifattura: la Società Ceramica Revelli, rimasta attiva fino al 1980, anno della definitiva chiusura. il periodo d’oro delle manifatture lavenesi vede ben sei grandi fabbriche, che occupavano quasi tremilacinquecento persone. In seguito, con le prime avvisaglie di difficoltà (anno’60-’70) avvenne un notevole ridimensionamento produttivo ed occupazionale.

 

 

 

 


MUSEO INTERNAZIONALE DESIGN CERAMICO - CIVICA RACCOLTA DI TERRAGLIA
Palazzo Perabò di Cerro di Laveno (VA)
Via Lungolago Perabò, 5
Telefono e Fax 0332.666530

 

 

 

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Villa Frua laveno_villafrua.jpg

- Via Roma situata nel centro storico di Laveno, la Villa de Angeli Frua risale alla metà del 1700. il parco, aperto da primavera all'autunno, ha piante secolari ed essense arboree tipiche del lago. Villa Frua ha ospitato importanti rassegne d'arte e sede di congressi ed esposizioni. negli anni settanta diversi sonpo stati gli avvenimenti d'arte che hanno fatto parlare della villa: vennero organizzate infatti rassegne di prestigio con nomi di artisti come Fontana, Adami, Burri oggi tra i massimi esponenti storici dell'arte di questo secolo. da annoverare tra le splendide ville patrizie con ampio parco che si trovano con dovizia sul territorio varesino, Villa Frua è tra le più conservate sulle rive del Lago Maggiore che permette di utilizzare le sue sale per manifestazioni a livello internazionale, quale è in fondo la sua vocazione. oggi è sede del Palazzo municipale.

 

 

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Parco regionale Campo dei Fiori parco_dei_fiori.jpg


Il Parco regionale Campo dei Fiori, istutuito nel 1984 (L.R. n.17 del 19.03.84), si estende sui territori della provincia varesina occupati dal Massiccio del Campo dei Fiori e dal Massiccio del monte Martica. Il Parco è delimitato a Nord e a Nord-Ovest della Valcuvia, ad Est dalla Valganna e a Sud dalla città di Varese e dalla strada statale che conduce a Laveno-Mombello. I due massicci sono separati dalla Val di Rasa che unisce la Valcuvia alla Valle dell'Olona.
Il Massiccio del Campo dei fiori fa parte della catena delle Prealpi Varesine. I rilievi che lo costituiscono sono formati in gran parte da rocce calcaree che hanno permesso lo sviluppo di fenomeni carsici: in tutto il parco si contano 130 grotte, con un estensione totale delle relative gallerie di 30 Km. Presenta due facce differenti: il lato settentrionale è costituito da aspri pendii e pareti verticali mentre il lato meridionale da pendii più morbidi ricoperti da foreste di latifoglie.

 

 

 



 

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