Maccagno - Dal “ Museo delle Cere “ della Postumia, erede del Museo delle Cere di Milano, restaurato, integrato e riportato a nuova dignità nel 2004 a Gazoldo degli Ippoliti, giungono a Maccagno trentotto statue per animare un percorso storico e rinnovare la memoria di vicende italiane e di contesto internazionale.
Napoleone Bonaparte, simbolo e prologo della modernità, apre la mostra che si delinea con i protagonisti del Risorgimento, Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele II e, in stretto rapporto, Giuseppe Verdi, Alessandro Manzoni, Ippolito Nievo.
Vittorio Emanuele III e Ivanoe Bonomi traghettano alle Guerre Mondiali e all’avvento della Repubblica che si manifesta nei dieci Presidenti: Einaudi, Gronchi, Segni, Saragat, Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi, Napolitano.
In parallelo, i Pontefici dal dopoguerra: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI.
Una sintesi delle vicende internazionali del ‘900 ospita le figure di Benito Mussolini e Adolf Hitler; i fautori della Conferenza di Yalta, Churcill, Stalin, Roosevelt; due artefici della costruzione europea, il Presidente francese Charles De Gaulle e il Cancelliere tedesco Konrad Adenauer; la crisi di Cuba anni ’60 affrontata da Nikita Krusciov e da John Fitzgerald Kennedy; gli emblemi del marxismo, Lenin, Mao, Castro. Conclusione di itinerario e immissione nella contemporaneità, Michail Gorbaciov.
A sottolineare la suggestione, anzi e ancor più a favorirla, campeggiano alle pareti e sulle quinte di scena quattordici grandi opere realizzate da artisti contemporanei. Ogni opera si rapporta ad uno specifico argomento proiettando l’evocazione della Storia e determinando una “atmosfera” priva di narrazione ma fortemente emotiva.
Un quadro di Giovanna Fra accoglie Napoleone Bonaparte. I leader storici del Risorgimento sono accompagnati dall’opera di Giorgio Vicentini mentre l’ambito intellettuale di Verdi, Manzoni e Nievo è interpretato dalla scrittura dipinta di Grazia Ribaudo.
Maccagno (VA), Civico Museo Parisi Valle, via Leopoldo Giampaolo, 1
20 febbraio – 1° maggio 2011
orari: venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00
ingresso gratuito
Inaugurazione: sabato 19 febbraio 2011 alle ore 17.30
Le prospettive di Vittorio Emanuele II sono sintetizzate dall’opera di Antonio Marchetti Lamera eil mutamento epocale simbolizzato da Vittorio Emanuele III e Ivanoe Bonomi è affidato all’opera di Mario De Leo.
I dieci Presidenti della Repubblica Italiana sono accolti dai quadri di Antonio Pedretti e Enzo Maio, mentre la pittura di Pierantonio Verga diffonde sacralità sulla scena dei cinque Pontefici.
Gli esiti del rapporto Mussolini-Hitler sono rivissuti da Raffaele Penna e il dipinto di Alessandro
Savelli campeggia sulle figure del patto di Yalta, Roosevelt, Stalin, Churchill.
Paolo Schiavocampo interpreta nel suo lavoro la dinamica della ripresa europea sancita da De Gaulle e Adenauer e, non lontano, la contrapposizione delle superpotenze espresse da Kruscev e Kennedy si riscontra nella tensione pittorica di Max Marra.
Le ultime scene, la prima dedicata agli alfieri del Comunismo, Lenin, Mao e Castro, la seconda alla conclusione di un’epoca e all’apertura alla contemporaneità, simboleggiata da Gorbaciov, sono interpretate dalle forti suggestioni di Grazia Gabbini e Franco Marrocco Un palcoscenico di impatto immediato nella sequenza iconografica accende l’immaginario collettivo e abbraccia la memoria: la Storia d’Italia, i contrasti nel mondo, i ricordi del vissuto familiare. Per leggere le radici, ripercorrere i giorni e ritrovare sentimenti, passioni, ideali.
A cura di Claudio Rizzi e Nanni Rossi, con esauriente catalogo edito da PubliPaolini e Patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Varese, della Provincia di Mantova, la mostra verrà riproposta il 7 maggio 2011 a Sabbioneta, con allestimento nella Galleria di Palazzo Giardino.




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